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Recensione di
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate [Wii]
per Wii

Il vero Principe salta su Wii!  

Due piccioni con una fava

Lavoro, lavoro, lavoro; in questo periodo il Principe non ha nemmeno una giornata libera, costretto a saltare di piattaforma in piattaforma senza un attimo di pausa. Infatti, per l’uscita di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate, Ubisoft ha deciso di fare le cose in grande, proponendo il titolo per tutte le piattaforme di nuova generazione, siano esse portatili o da divertimento casalingo. Tuttavia la versione realizzata per le console in alta definizione (ovvero PlayStation 3, Xbox 360 e PC) non ha nulla a che vedere con quella in esclusiva per il fortunato Nintendo Wii! Insomma, Maggio non può che essere stato un mese a dir poco fantastico per gli appassionati dell’eroe persiano: ben due giochi (senza contare quelli portatili per DS e PSP, differenti tra loro e anche dalle versioni casalinghe) ad esso dedicati usciti quasi in contemporanea con il film ispirato al mitico Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo!! Davvero un bel colpo Principe!

Quindi eccoci di nuovo qua, pronti ancora una volta ad avventurarci in un regno sconosciuto nelle nobili vesti del Principe di Persia, stavolta però il nostro mezzo non sarà un semplice joypad, ma bensì un telecomando Wii e un Nunchuk. Che questa versione riservata agli utenti Nintendo possa rivelarsi addirittura superiore alla sua controparte in HD?

Esprimi tre desideri Principe…

Quando il nostro avventuriero compra un genio tra le bancarelle di un mercato, non esita ad esprimere i tradizionali tre desideri. E cosa potrebbe mai desiderare un giovane Principe se non un regno tutto suo, una bellissima principessa e l’immortalità? I geni si sa, sono creature ingannevoli ed ecco quindi che il Principe riceve il potere di resuscitare una volta morto, un regno disabitato e in rovina, e una
principessa… da salvare. Queste le premesse narrative di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate per Wii. Una storia che parte, seppur in maniera un pochino frettolosa e confusionaria, piuttosto bene ma che purtroppo non decolla mai quanto ci si aspetta e che si conclude nello stesso modo affrettato con cui era partita. Dei colpi di scena consistenti e una maggior cura generale nella struttura della storia avrebbero contribuito non di poco ad incuriosire il giocatore, motivandolo a continuare l’avventura e accompagnandolo con maggior passione al suo epilogo. Ciò nonostante il gioco continua comunque ad interessare fino ai titoli di coda (e oltre) grazie a personaggi caratterizzati in maniera buona. Inoltre i richiami al passato sono molti, a partire dai simpatici dialoghi che si scambieranno il genio (che poi sembra più una fatina) e il Principe, che vi riporteranno alla mente Farah o Elika, alla voce che di tanto in tanto narrerà le vostre imprese, alle fontane che vi consentiranno di salvare i progressi, ai santuari che aumenteranno la vostra energia, alla possibilità di visualizzare alcuni luoghi tramite la vista dall’alto, ad alcune vecchie conoscenze come gli scarabei, e più in generale all’atmosfera fiabesca che si respira a pieni polmoni e che non potrà che ricordarvi più di un episodio della passata trilogia; quella stessa atmosfera che manca al suo fratello gemello. Nel complesso, per cui, una trama gradevole, ma che non riesce ad appassionare quanto dovrebbe. Per fortuna il punto vincente del gioco risiede altrove…

Il Principe è tornato!

Come dicevo, l’aspetto vincente della produzione è, per fortuna, la giocabilità. Per l’ennesima volta il gameplay è diviso in due fasi principali: quelle ovviamente platform e quelle di combattimento. In verità si potrebbe benissimo aggiungerne una terza, ovvero gli enigmi, dato la rilevante importanza a loro affibbiata nel titolo in questione. Questo Le Sabbie Dimenticate è probabilmente il gioco della serie che ha più enigmi di tutti! Come si è già potuto assaporare in svariati episodi le sezioni platform si fondono con competenza ad enigmi ambientali geniali. Infatti anche stavolta il nocciolo del gioco risiede nelle spettacolari sequenze di piattaforme, che relegano in un angolino i combattimenti, meno invasivi rispetto ad altri capitoli della serie. I controlli sono molto semplici ed intuitivi: saltare, correre sui muri, ogni azione acrobatica richiede soltanto una pressione del tasto A, il controllo del personaggio è affidato alla leva analogica del Nunchuk, mentre con il tasto B utilizzeremo i poteri che sbloccheremo proseguendo nella storia. Infine la croce direzionale giù serve per rotolare. Tutti gli elementi presenti nella trilogia Ubisoft fanno capolino anche qui rendendo di fatto Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate un capitolo decisamente classico in tutto e per tutto. Trappole di ogni tipo (lame, tronchi appuntiti, spuntoni, frecce che escono dai muri, persino pericoli naturali ecc) da evitare, leve da girare, pulsanti a pressione da premere, pilastri da spostare, acrobazie da effettuare a decine e decine di metri da terra, corse sui muri, rampicanti o aste a cui aggrapparsi; tutto ciò è naturalmente presente. Come già accennato, inoltre, ritroviamo i poteri, ormai punto caratteristico della saga. Come da desiderio il Principe non può mai morire realmente, dato che in caso di errore verrà riportato al punto più sicuro (un po’ come con Elika). Questo “potere” però non è infinito, ma è alimentato da particolari sfere di sabbia (le anime dei Jinn) sparse nelle ambientazioni; una volta esaurite, in caso di dipartita verremo teletrasportati alla fontana da cui abbiamo effettuato l’ultimo salvataggio. In ogni caso già dopo pochi minuti di gioco si otterrà finalmente il primo vero potere, che permette al Principe di aggrapparsi a specifiche piastrelle, molto simili a quelle viste nel Prince of Persia del 2008. Basterà indicare la mattonella con il telecomando Wii e premere B, in modo da renderla utilizzabile per il Principe. Nulla di particolarmente innovativo, ma quando ci troveremo di fronte ad una piastrella posta sul terreno potremo scatenare una corrente ascensionale (una sorta di vortice) che ci solleverà da terra, facendoci raggiungere altezze altrimenti inarrivabili. In realtà questo è già il secondo potere, nonostante si sblocchi pochi minuti dopo il primo. Non passerà molto tempo, comunque, che le nostre capacità magiche aumenteranno e il gioco ci darà la possibilità di creare appigli e correnti ascensionali su qualsiasi superficie (o quasi) senza l’uso delle mattonelle energizzate. Davvero comodo e divertente! L’ultimo potere (già; sono solo tre), invece, consentirà al giocatore di rinchiudere il Principe in una specie di bolla quando quest'ultimo si trovi sospeso a mezz'aria (nel bel mezzo di un salto ad esempio); saltando a sua volta da essa si potranno superare burroni particolarmente vasti. Probabilmente starete pensando a quanto siano banali i tre poteri sopra elencati, tuttavia il bello arriverà quando non li dovrete usare singolarmente (che è già comunque divertente). Nelle fasi più avanzate di gioco sarà perfettamente normale utilizzarli uno dopo l'altro, in continuazione, e non potrete che pensare a quanto fossero riduttivi i momenti iniziali dell'avventura, pur restando affascinanti. L’uso alternato di essi farà sì che si creino situazioni davvero molto piacevoli da giocare e perfette per chi adora il genere platform. Gli sviluppatori hanno sfruttato al massimo le varie possibilità di combinare i poteri, e questo, unito alla grande cura riposta nella realizzazione degli ambienti garantisce un notevole beneficio in termini di divertimento e appagamento. È presente anche un po’ di backtracking, ma appunto l’ottima strutturazione dei livelli non lo rende un peso per il giocatore. Come già ribadito, anche se all’inizio le fasi di piattaforme non offrono una grande varietà di azione pur rimanendo divertenti, sarà solo oltre la metà di gioco che diventeranno davvero appassionanti. Proprio le fasi finali dell’avventura faranno la gioia dei fan del genere, grazie ad ambientazioni che si distaccano un po’ dai soliti cliché della serie e che offrono sequenze spettacolari, lunghe, impegnative e anche un pizzico originali. Tutto questo condito da moltissimi enigmi utili a spezzare un ritmo di gioco davvero incalzante. Dal semplice aprire una porta superando una prova di logica (enigma che si fa sempre più difficile proseguendo nelle vicende e che in verità diventa fin troppo invasivo) a più complessi marchingegni da far funzionare girando delle leve, la varietà non manca, e proprio come per le fasi platform anche gli enigmi vedono il culmine nella parte finale. A chiudere il cerchio ci sono i combattimenti, che soffrono purtroppo degli stessi difetti del titolo per PlayStation 3, Xbox 360 e PC: troppo ripetitivi e piatti. Nonostante proseguendo nell’avventura si potranno sbloccare svariate tecniche grazie all’aiuto di particolari scrigni nascosti negli angoli dei livelli, esse non garantiscono una varietà adeguata e presto o tardi finirete con annoiarvi alle prese con l’ennesimo scontro coi nemici. Nemici che sono anche abbastanza diversificati (si passa da arcieri pericolosi dalla lunga distanza a bestie a quattro zampe), ma che presentano ancora troppi pochi attacchi e che non riusciranno a mettervi più di tanto in difficoltà. Peccato, perché il sistema di combattimento basato sul Wii Mote e Nunchuk appare ben sfruttato: per colpire un nemico basta agitare il telecomando, per sferrare un pugno basta scuotere il Nunchuk, e poi in rari casi si possono anche alternare entrambi per dar vita a mosse più efficienti. Anche se all’inizio può sembrare dispersivo muovere il telecomando a casaccio, col tempo si trova il giusto equilibrio riuscendo quindi a ricavarne maggior soddisfazione. Il vero problema, però, risiede nelle poche azioni concesse: si possono scagliare i nemici, saltare sopra di essi, spingerli contro trappole o giù da burroni, utilizzare i poteri per pietrificarli momentaneamente o farli volare in aria tramite il vortice, difendersi grazie alla bolla, contrattaccare col giusto tempismo un colpo avversario, parare gli attacchi (a differenza dell’episodio in alta definizione), finire un nemico a terra, e poco altro. Si possono anche sfruttare le pareti, ma in pratica solo per un determinato attacco, molto utile contro specifici nemici armati di scudo. Insomma, gli sviluppatori hanno cercato di differenziare gli scontri il più possibile e le idee non mancavano, ma dovevano essere implementate decisamente meglio. Infatti le combo sono praticamente nulle e a lungo andare finirete per utilizzare sempre le solite mosse. Nonostante questo, la possibilità di usare i poteri in battaglia (pietrificare i nemici è molto utile) e il fatto che uccidere il capo di un gruppo di avversari faccia fuggire gli altri, dona un po’ di tatticismo agli scontri. Per fortuna però i combattimenti rimangono una parte marginale dell’intera produzione restando semplici e almeno inizialmente divertenti diversivi tra una acrobazia e l’altra. Sembra proprio che le adrenaliniche, variegate, soddisfacenti e spettacolari lotte coi nemici siano destinate a rimanere caratteristica della trilogia delle Sabbie. Infine vorrei anche far notare la presenza, seppur minima, di Boss Battle, che donando maggior linfa al tutto, anche se non possono essere nemmeno lontanamente paragonate a quelle di altre produzioni (vedi God of War III ndr), e anche di simpatici momenti, presenti nella prima metà di gioco, in cui la visuale diventerà orizzontale e il giocatore si sposterà come nel più classico dei Prince of Persia in 2D! Un chiaro tributo al passato. E proprio al discorso della visuale mi voglio allacciare adesso. Già, perché rimane uno dei difetti maggiori del gioco. In svariate occasioni, infatti, capiterà di sbagliare un salto o un’acrobazia solo perché la visuale non fa bene il suo lavoro. Anche nelle azzuffate con i nostri antagonisti, a volte, è facile ricevere un colpo solo perché l’inquadratura non permette una chiara visione di insieme. Spostarla manualmente, poi, non è affatto comodo: bisogna tenere premuto il pulsante C e muovere il telecomando Wii ai lati dello schermo in cui vogliamo indirizzarla. Ciò non permette (almeno non da subito) operazioni precise, rendendo di fatto il gioco frustante in sporadiche occasioni. Per il resto, come già detto, il sistema di controllo è abbastanza buono, anche se poteva essere svolto un lavoro migliore sotto questo punto di vista.

Un’atmosfera da mille e una notte…

Molto buono, invece, il lavoro svolto sotto il profilo grafico del titolo. Le ambientazioni godono tutte di una caratterizzazione e una varietà ottimale: si passa dalla vedute mozzafiato della prima metà di gioco agli ambienti più chiusi e bui della seconda, ma il lavoro svolto è sempre di alta qualità. Buonissima anche l’illuminazione e la paletta cromatica dei colori, peccato solo per alcune texture poco definite e una modellazione poligonale dei personaggi non a livelli eccellenti, soprattutto dei nemici; il Principe è quasi identico a quello di Spirito Guerriero ed è animato in maniera pulita e fluida in quasi tutti i casi; un po' sottotono l'animazione nei filmati. Da segnalare, poi, un frame-rate sempre a livelli costanti. Un comparto grafico all’altezza e dallo stile personale quindi, anche se non raggiunge minimamente le vette di perfezione di giochi del calibro di Super Mario Galaxy. Il comparto sonoro, invece, non gode della stessa cura riposta al versante grafico. Le musiche infatti contornano l’azione senza enfatizzare più di tanto le situazioni e gli effetti sonori appaiono soltanto discreti, ma comunque più che sufficienti. Piuttosto buono il doppiaggio, completamente in italiano. Decisamente eccellente la longevità del titolo; o meglio rigiocabilità. La storia, difatti, può essere portata a compimento in circa 7-8 ore di gioco, ma è grazie ai succosi extra che Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate riesce ad evitare la mediocrità. Una volta finita l’avventura principale ci si potrà dedicare ad altre modalità di gioco: nello specifico potremo semplicemente affrontare ondate di nemici in una specifica “arena”, trovare la via di uscita di un lungo ed intricato labirinto, affrontare livelli in 2D o raggiungere il più in fretta possibile la fine di un livello davvero impegnativo, che metterà a dura prova le vostre abilità da acrobata. Oltre a questo si potranno sbloccare bozzetti, brevi filmati, nuovi “abiti” per il Principe (si può anche giocare nelle vesti del Principe di Le Sabbie del Tempo!) e nuove armi, senza scordarci di particolari obbiettivi (davvero tanti, alcuni neanche semplicissimi) che sostituiscono in modo egregio i trofei di Sony e gli achievements di Microsoft. Finita la modalità principale, perciò, c’è ancora molto a cui dedicarsi; consiglio comunque caldamente almeno una seconda giocata della storia, magari in compagnia di un amico, che prendendo le parti del genio vi potrà aiutare nell’avventura in maniera molto simile a quanto visto in Super Mario Galaxy.

Un vero ritorno alle origini

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate si conferma un titolo meritevole dell’acquisto per i possessori di un Nintendo Wii che amino il genere. L’avventura scorre piacevolmente dall’inizio alla fine senza annoiare particolarmente, nonostante una certa ripetitività e linearità di fondo, e la valida realizzazione tecnica
colpisce sin da subito in positivo. Tutti gli appassionati del Principe non possono che essere contenti del lavoro svolto da Ubisoft Quebec. Il gameplay ha un’impronta classica: molte trappole, enigmi, e fasi acrobatiche; meno combattimenti. Il divertimento è assicurato grazie a fasi platform, come da consuetudine, eccellenti ed appassionanti, a puzzle ambientali non particolarmente complessi ma mai banali, ad un ritmo ben bilanciato che valorizza la crescita del personaggio ed, infine, a degli extra di tutto rispetto. Le uniche pecche riscontrabili nella giocabilità rimangono i combattimenti (tenuti comunque in secondo piano) che non riescono ad emozionare quanto dovrebbero e ad una visuale a volte fastidiosa. Infine la trama è supportata da buone idee, che però non incuriosiscono più del necessario. E per rispondere alla domanda iniziale: sì, questo Prince of Persia per Wii supera, anche se di poco, il suo fratello per Sony e Microsoft; c'è più atmosfera da favola, ci sono più enigmi e trappole, è più longevo, è più impegnativo, è più Prince of Persia!

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Ubisoft Quebec
PUBLISHER
Ubisoft
SITO UFFICIALE
prince-of-persia.it....
GENERE
Avventura/Piattaforme
GIOCATORI
1-2
ONLINE
NO
CONSOLE
Wii
Pagella
Grafica: 84
Atmosfera incantevole quasi come nell'originale
Sonoro: 75
Brani non molto ispirati, effetti buoni, ottimo doppiaggio
Giocabilità: 85
Platforming eccellente, enigmi ben implementati, combattimenti poco esaltanti
Longevità: 76
Storia da 7 ore, tanti extra e modalità secondarie, multigiocatore carino
GLOBALE: 80
Un degno ritorno alle origini; vi farà ricordare Le Sabbie del Tempo!


Pro:
  1. + Fasi platform appassionanti, tanti enigmi e tante trappole: gameplay classico!
  2. + Ambientazioni suggestive
  3. + Ottima grafica per gli standar del Wii!

Contro:
  1. - Trama non soddisfacente
  2. - Combattimenti inconsistenti e troppo semplici
  3. - Visuale non sempre perfetta




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